Tu pensi troppo

Pensare troppo è un problema che ti affligge ogni momento della giornata?
Pensare troppo è stressante, è stancante e fa star male inutilmente.
In questo articolo ti spiego il perché hai la tendenza a pensare troppo, perché è inutile, perché dovresti subito smettere di farlo,
ma soprattutto, ti illustrerò due tecniche fenomenali su COME smettere.

Viaggia con me:
sei in auto, è lunedì e stai guidando nel traffico del mattino.
La radio parla, i dj ridono e scherzano, lanciano una canzone in diretta, la prima in classifica questa settimana;
l’auto davanti a te, di grossa cilindrata, lucida come appena uscita dal concessionario, inchioda di colpo e tu, per non finirle addosso, schiacci il pedale del freno, spaventato.
Il guidatore dietro di te fa altrettanto, ma suona il clacson, lo vedi sbraitare dallo specchietto, poi ti supera rumorosamente sulla sinistra, inveendo verso di te con parole irripetibili.
“Ma che vuoi, è stato lui, oh“, urli al nulla, ormai se ne è andato, ma per te, la frittata è fatta, ci penserai, rimarrai infastidito, arrabbiato, nervoso fino alla tua destinazione.
Se ti va bene.
Normalmente, questo piccolo, insignificante episodio, si va ad accumulare ad altrettanti piccoli, insignificanti episodi di vita quotidiana, rendendo la giornata un inferno.
Questo, per cinque giorni a settimana, pensi tu, perché finalmente arriverà il weekend e allora si, che tutto sarà perfetto … dici?

Del perché pensi troppo.

Ora, cos’è che fa si che arrivi a sera distrutto, pensando:
“Santo cielo che giornata dem***!!!
No, non sono i colleghi, il capo, la famiglia, il traffico, l’ universo che è contro di te, gli unicorni che sono bianchi invece che arcobaleno, etc…
Sono i troppi pensieri e la tua naturale tendenza al pensare troppo, al far si che il controllo della tua mente e cioè della tua vita, sia in mano ai tuoi pensieri e non a te.

Ok Vero, ma la mente è mia, i pensieri sono miei, quindi è comunque tutto in mano a me;
e poi ho i colleghi così e cosà, il capo così e cosà, il traffico … aspetta, cosa vuol dire che gli unicorni non sono arcobaleno?”

La mente è mia e la gestisco io!

Lascia che ti spieghi una cosa:
devi imparare a concepire la tua mente come un’entità a sé stante.
Si, fa parte di te, ma ormai, l’hai talmente lasciata andare negli anni, non l’hai mai osservata, l’hai come abbandonata che lei, ora, fa come vuole;

In poche parole:
tu non hai più alcun controllo su di essa, non controlli i tuoi pensieri.

Non spaventarti, sei in ottima compagnia, perché l’essere umano, in quanto tale, ha questa attitudine, nessuno escluso, soprattutto se sei occidentale, o nato e cresciuto secondo gli schemi occidentali.

(Giulio Cesare Giacobbe, grande psicologo e scrittore, dà una definizione del troppo pensare che, secondo il mio parere, calza a pennello:
“Farsi le seghe mentali”.)

Dico questo, di noi occidentali, perché siamo ormai come cultura portati al “troppo”, al “tanto” e in questo tanto, ci infiliamo concetti come il multitasking, il multipotenziale, lo stress, il riempire il nostro tempo a disposizione di tante attività e occupazioni, perché non siamo più in grado di starcene da soli con i nostri pensieri, fa paura ed è terribile.
Organizzare tutto alla perfezione, “schedulare” ogni momento, ogni appuntamento, ogni vacanza, il tempo “libero” che poi, alla fin fine, tanto libero non è.

Nella maggior parte delle culture orientali, invece, si da più spazio ai pensieri, al riposo, alle attività in solitarie e al proprio tempo libero, alla meditazione e al vivere momento per momento (la cosiddetta Mindfulness, di cui ti parlerò in un altro articolo).

Amica, Amico mio,
tu non hai più il controllo della tua mente,
ecco perché, in fila alla posta, non puoi fare a meno di prendere in mano lo smartphone e fare qualcosa, non riesci a stare con i tuoi pensieri, c’è troppo caos in testa, troppo, troppe cose da fare e a cui pensare.


Dai su su, sono qui, stiamo viaggiando ancora insieme.

Dunque, come fare allora ad allenare la mente a pensare quello che tu vuoi, e non lasciarla correre come un cavallo imbizzarrito nei meandri delle preoccupazioni?

Stando nel momento presente.

Stare nel momento presente

“Ti preoccupi troppo di ciò che era e di ciò che sarà;

ieri è storia, domani è un mistero ma oggi è un dono. 
Per questo si chiama presente


Per stare nel momento presente devi pensare a quello che stai facendo.
Semplice, vero?
Si, è semplicissimo, basta ricordarsene.

Stai cucinando?
Allora cucina e pensa SOLO alle azioni che stai compiendo:
– Annusa il profumo del cibo che esce dalla pentola
– Ascolta i rumori dei cibi che sfrigolano sulla superfice calda
– Leggi con attenzione la ricetta e pesa con amore gli alimenti
– Impiatta con grazie e cura e SORRIDI …

Stai cucinando, va tutto bene.

Sei alla guida della tua auto?
Bene, dagli tutta la tua attenzione:

– Osserva la strada, come scorre sotto di te
– Abbassa il finestrino e ascolta i rumori intorno, cercando qualcosa di particolare, il verso di qualche bestiola, il rumore di qualche corso d’acqua …
– Pensa solo alla strada, all’ ambiente che ti circonda, nota delle cose che normalmente non guarderesti perché occupato ad insultare quelli intorno a te o perso nei tuoi pensieri.

Se un pensiero ti attraversa la mente e ti distrae da quello che stai facendo, appuntalo da qualche parte,
te ne occuperai più tardi, non ora, non è il momento.

Pensa a quello che stai facendo, adesso.